Questo è il testo dell'intervento dei presidenti delle Camere Civili che non verrà letto, in occasione
dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2012, per protesta contro il decreto "liberalizzazioni".
INTERVENTO DEI PRESIDENTI DELLE CAMERE CIVILI TERRITORIALI, PER
L’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2012
Nell'anno appena trascorso l'Unione Nazionale delle Camere Civili ha, purtroppo, dovuto assistere all’aggravarsi di quella situazione di profonda crisi in cui da anni ormai versa la Giustizia Italiana.
Crisi che, ogni anno, dopo la coreografica vetrina dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, sembra poi cadere in un profondo stato di irreversibile quiescenza.
Né i provvedimenti e le soluzioni tampone adottate dal Governo hanno attenuato l'allarme che, ormai, in modo diffuso, e quasi irreversibile, proviene da coloro che operano nell'ambito della Giustizia e, in special modo, nell’ambito della Giustizia Civile.
Si è costretti a constatare che quanti dovrebbero vigilare sul buon funzionamento della Giustizia hanno volutamente perso di vista il ruolo centrale ed imprescindibile della Giustizia Civile che, seppure di minor impatto sociale e mediatico rispetto alla Giustizia Penale, coinvolge, tuttavia, ogni persona fisica o giuridica, impegnata a confrontarsi con problematiche afferenti diritti reali, obbligazioni, rapporti di famiglia, che permeano normalmente le relazioni quotidiane intersoggettive.
Ad acuire siffatta crisi, contribuisce l'attuale grave situazione economica, che, in uno all’eccessiva sempre maggiore lievitazione dei costi della Giustizia, induce molti a rinunciare alla tutela giudiziaria dei propri diritti, con la conseguenza che la Giustizia Civile è sempre più appannaggio delle classi più abbienti.














